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Alfa Romeo 4C: prova in pista 

La Alfa Romeo 4C non ha bisogno di presentazioni, per capirla e viverla serve ben altro e noi l’abbiamo provata in pista a Varano de Melegari

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Case italiane di auto quotidiane producono raramente auto sportive, ma quando ci si impegnano le fanno bene. E la Alfa Romeo 4C non potrebbe essere l’esempio più azzeccato vista la sua vocazione che, senza troppi giri di parole, si rifà al mondo della pista. E’ proprio in questo ambiente che Supercar Team ha avuto modo di provare la biposto con quattro cilindri centrale. Pronti a salire con noi per scoprire meglio la “nostra” sportiva?

Che cos’è?

La Alfa Romeo 4C rappresenta il grande ritorno del Biscione nel mondo delle auto sportive che da troppi anni si era fatto aspettare. Piccola e agile, la 4C vuole dare del filo da torcere ad altre sportive europee di dimensioni contenute. Non importa che siano più blasonate o meno. Lei lo vuole fare.

Dati tecnici

Dotata di un semplice motore che troviamo in altre auto di gamma Alfa, la 4C potrebbe sembrare tutta carrozzeria e niente sotto. Questo finché non si scopre che il quattro cilindri 1.750cc turbo sprigiona 240 CV e 350 Nm di coppia, di cui l’80% è disponibile sin da 1.750 giri. A comandare tutto c’è un cambio doppia frizione TCT che manda la potenza all’asse posteriore. Altro punto forte della 4C è il suo peso: appena 850 kg. Avete letto bene: appena 850 kg. Tutti gli ingredienti ci sono, quindi, per una sessione in pista.

Come va?

Sull’aspetto del design c’è poco da dire: una vera mini supercar all’italiana. Le sue forme sexy e compatte fanno pensare che in Italia si fanno ancora “bei pezzi”. Ma oltre all’apparenza, questa Alfa Romeo 4C saprà soddisfare i più sportivi?

L’accesso nell’abitacolo non è dei più semplici. Con il mio 1.70m non ho molti problemi ad installarmi, ma se siete più alti le mosse giuste da compiere per evitare figuracce sono le seguenti: sedere, gamba destra, braccio destro, testa, gamba sinistra e braccio sinistro. Una sequenza di movimenti che può sembrare strana. Da questo capisco che la 4C non vuole che penso a lei come una sportiva chic. Volete una sportiva comoda e pratica? Cercate altrove. I sedili a guscio hanno una forma particolare, ma mantengono bene il corpo: d’altronde qui si predilige la funzionalità. Semplice anche la strumentazione con un quadro centrale digitale che dà tutte le informazioni utili. Il resto è fibra di carbonio a vista e materiali semplici semplici.

I giri in pista a mia disposizione sono tre, per cui vedrò di tirar fuori il meglio da questa bomba italiana. Già dall’inizio il rombo proveniente dal motore proprio dietro le mie spalle invade l’abitacolo: un sound simil Abarth 500, anche se quest’ultima monta il più piccolo 1.4 turbo. Piacevole quindi, la fa sentire una supercar a tutti gli effetti.



Il passaggio da una marcia all’altra avviene tramite piccole (minuscole) palette poste dietro il volante a due razze sovrapposte all’orizzontale. Come per i sedili, anche lo sterzo ha un design piuttosto insolito che non si vede spesso su una sportiva, ma è compatto e la presa in mano non delude.

Alfa Romeo dichiara che l’80% dei 350 Nm di coppia venga raggiunta a 1.750 giri, questo vuol dire che l’80% non basta perché la botta vera arriva dopo i 1.750 giri (quando si ha quindi tutta la coppia a disposizione). Un’esperienza brutale che da un quattro cilindri di queste dimensioni non ci si aspetterebbe. Non ci si aspetterebbe da lei nemmeno che sia così ben salda tra le curve: ma quando mi ricordo che il suo peso è ben al di sotto della tonnellata e che il suo telaio in fibra di carbonio fa miracoli, la domanda non si pone più.

La 4C ha proprio sconvolto il segmento delle auto sportive medie con un’auto che esce fuori dagli schemi e che stupisce sia per costruzione che tecnologie. I puristi potrebbero lamentarsi per la scelta del doppia frizione anziché del buon vecchio manuale, ma i tempi passano e la tecnologia si evolve: per stare alla pari della concorrenza, il cambio meccanico deve essere sacrificato.

Quali sono le sue rivali?

E’ difficile determinare quale sportiva possa essere una vera rivale della Alfa Romeo 4C: con i suoi 240 CV e il suo telaio pronto pista, l’italiana potrebbe sfidare una Lotus Elise che tuttavia è priva di cambio automatico e costa la metà. Non sarebbe nemmeno una vera rivale della Exige S, in quanto l’inglese ha, sì, prestazioni simili, ma è dotata di un motore V6 3.5 da 350 CV. Stesso discorso va fatto per la Porsche Cayman GTS. La 4C fa quindi parte di una categoria a sé in cui convivono motore quattro cilindri, doppia frizione e prezzo ben al di sopra della concorrente inglese ideale.

Quanto costa?

Parliamo appunto del prezzo. 53.436 euro per un’auto con motore da 240 CV, poche comodità e uscita dal nulla possono sembrare troppi. Ma chi compra la 4C vede ben olte il 1.750cc turbo. Esempio? Il telaio monoscocca in fibra di carbonio, il piacere di guida sportiva, l’assenza di qualsiasi aggeggio extra. La 4C è una vera sportiva, una sportiva con cui girare su strada ma anche in pista senza sfigurare.

Pregi: Indole brutale, monoscocca in carbonio, look da show car, sound coinvolgente.

Difetti: Palette troppo piccole e poco ergonomiche, prezzo.

 

Alfa Romeo 4C

Motore: quattro cilindri 1.750cc TBi
Potenza: 240 cv a 6.000 giri
Coppia: 350 Nm tra 1.250 e 4.800 giri
Cambio: TCT doppia frizione a sei rapporti
Peso: 850 kg (a vuoto)
0-100 km/h: 4.5 secondi
Velocità massima: 258 km/h
Consumi: 6.8 l/100 km
Emissioni CO2: 157 g/km
Prezzo: 53.436 euro

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