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Classico: Ferrari F40 LM Barchetta Beurlys 

 
 

F40: una delle auto più apprezzate dagli appassionati di quattro ruote. Nacque come erede della Ferrari 288 GTO e per celebrare il 40esimo anniversario del marchio di Maranello. Nonostante siano passati più di trent'anni dalla sua creazione, la F40 è sempre un punto di riferimento per le supercars odierne.

Tra il 1987 e 1992 soltanto 1.337 esemplari sono stati prodotti e la F40 rappresenta l'ultima Rossa prodotta sotto l'era Enzo Ferrari. Anche in quegli anni le elaborazioni andavano molto bene: Michelotto modificò il leggendario Cavallino Rampante per dar vita alla Ferrari F40 LM, una variante più leggera e potente della versione standard. Il telaio è stato rivisto e nuove sospensioni sono state installate per rendere più maneggevole la supercar modenese, il diffusore posteriore è stato ridisegnato, uno splitter anteriore è stato aggiunto ed è stato inserito un alettone posteriore di dimensioni più generose aggiustabile.


Il propulsore V8 biturbo 2.9 litri da 478 cavalli e 576 Nm di coppia massima è stato portato a più di 700 cavalli. La F40 LM ha fatto i suoi debutti nella North American IMSA GT Series nel 1989 ma, fatto curioso, l'auto non gareggiò con il nome Ferrari poiché la Casa di Maranello voleva concentrarsi sul campionato mondiale di Formula 1. Una F40 LM con codice 79890 ha partecipato anche alle corse GT con il team privato Ferrari France: il pilota in questione era Jean Alesi che portò l'italiana al terzo posto del podio.


Altre corse si sono svolte a Del Mar, a San Diego, con al volante Jean Pierre Jabouille il quale non riuscì a raggiungere il traguardo a causa di problemi meccanici ma nella stagione 1990 il francese riuscì ad aggiudicarsi il secondo posto a Road America, nel Wisconsin. La stessa LM pilotata da Alesi e Jabouille ha lasciato poi il mondo delle corse ed è rimasta in garage.


Tre anni dopo, Jean Blaton, un miliardario belga e collezionista di auto, comprò la F40 LM 79890. Blaton corse negli anni '50 e '60 con il nome Jean Beurlys. Arrivò terzo durante le 24 Ore Le Mans nel 1965. Nonostante Beurlys avesse una delle due F40 LM che corsero nel campionato IMSA, il ricco collezionista del Belgio volle qualcosa di davvero unico. Ecco perché contattò Tony Gillet, il progettista della Gillet Vertigo.


Le modifiche principali che Gillet attuò sulla F40 LM riguardano la rimozione del tetto, l'adozione di nuove sospensioni push-rod con sistema di raffreddamento simile alle Enzo e FXX attuali. Ulteriori novità si notano a livello degli scarichi modificati e direzionati di lato in corrispondenza delle ruote posteriori. Per motivi di sicurezza, ma anche di rigidità, un roll bar è stato installato all'interno mentre un parabrezza provvisorio è stato progettato sempre per motivi di sicurezza.


In questa configurazione, il V8 biturbo 2.9 litri della F40 Barchetta Beurlys sprigiona ben 760 cavalli grazie ai quali la super sportiva accelera da 0 a 100 km/h in 3.1 secondi e raggiunge una velocità massima di 370 orari. Nonostante queste cifre da record, questo esemplare non raggiunse il successo previsto durante un'asta tenutasi nel 2005. L'auto non è stata venduta al valore stimato di 195.000$: questo è sicuramente dovuto al fatto che non sia considerata come una vera e propria Ferrari.


In effetti la Casa del Cavallino non ha mai dato il permesso di modificare questa F40 LM e ha chiesto persino di rimuovere i loghi "Scuderia Ferrari". Un fatto simile a questo si è prodotto per quanto riguarda la P4/5 Competizione di James Glickenhaus e la New Stratos. Quindi la Barchetta Beurlys viene considerata dalla Ferrari una mera replica realizzata in fibra di vetro e mossa da un motore Alfa Romeo.


Una triste storia quindi se consideriamo quanto questa F40 LM 79890 ricarrozzata Barchetta Beurlys sia stata importante per la storia della Ferrari. Ma poco importa se Ferrari la riconosca o meno: questa F40 Beurlys ha conquistato il cuore di tutti i Ferraristi. Se siete interessati, l'auto è ancora in vendita.


Foto di Digi-Shape.nl

 

 

 

 

 

 

 

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