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McLaren P1: 15 cose che non sapevate 

La McLaren P1 è stata una delle regine indiscusse del Salone di Ginevra 2013 e se ne è parlato in lungo e in largo a riguardo. Vi stiamo per elencare però 15 cose di cui forse non siete a conoscenza

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L’ultima hypercar della casa inglese McLaren, la P1, ha fatto molto parlare di sé, e continua ancora a farlo visto anche l’importante ruolo di « sostituta » della gloriosa F1 che deve ricoprire. Sull’auto si è detto molto, tantissime informazioni hanno fatto in poco tempo il giro del web, ma ci sono 15 curiosità tecniche che forse sono abbastanza ignote. E noi siamo qui per elencarvele.

1. La « MonoCage »

Così si chiama la monoscocca della P1, che a differenza della 12C incorpora anche il tetto e le prese d’aria, oltre allo spazio per le batterie. Il suo peso è di appena 90 kg, e ha un valore di rigidezza di ben 5000 gigapascal, più del doppio di un normale telaio d’acciaio

2. Gli interni

Buona parte degli interni è realizzata in fibra di carbonio, per il suo peso « piuma ». Nella P1 però il tutto è stato reso ancora più leggero eliminando lo strato superficiale di resina, che ha comportato un’ulteriore riduzione di ben 1,5 kg rispetto ad un trattamento « normale » della fibra.

3. I freni

Ognuno dei 4 dischi carboceramici è rivestito con uno strato di carburo di silicio, uno dei materiali più resistenti al mondo. Esso permette di raggiungere forze di frenata pari a 2g, e garantisce una resa e una durata estremamente alte. Per fare un esempio, lo stesso materiale è stato usato su un razzo spaziale per la prima volta.

4. Il parabrezza

Si è puntato così tanto alla riduzione del peso, che anche il parabrezza ne ha risentito: rispetto alla 12C infatti, la P1 monta un parabrezza più sottile di 1mm e più leggero di 3.5 kg.

5. Aiuto alla frenata

Si chiama Brake Steer System il meccanismo utilizzato da McLaren e derivato dalla Formula 1 che, in caso ad esempio si arrivi ad una curva con velocità troppo alta, frena la ruota posteriore interna, in modo da pennellare perfettamente la strada senza indurre l’auto in comportamenti indesiderati.

6. Come un’abito di sartoria

Ogni sedile pesa 10.5 kg, e si può regolare manualmente sul piano orizzontale. Quello del guidatore può essere realizzato su misura del proprietario, anche in altezza, in modo da calzare perfettamente al suo corpo come se fosse un abito fatto a mano.

7. DRS

Proprio come su un’auto da Formula 1, è presente il Drag Reduction System, che permette di regolare l’angolo dello spoiler posteriore riducendolo fino al 23%, semplicemente utilizzando un bottone sul volante. Rilasciando il bottone, sterzando più del dovuto o frenando bruscamente, il dispositivo viene disattivato, e l’ala torna nella posizione precedente.

8. Motore completamente nuovo

Il 90% del motore è praticamente qualcosa di mai visto prima, nonostante le sue basi siano su quello della 12C. Molte sono le parti differenti, dai cilindri alla trasmissione, alle turbine. Il turbo ha una temperatura di funzionamento di 980°C, mentre all’uscita dello scarico possiamo percepire una temperatura di 900°C.

9. Ali mobili

Lo spoiler posteriore può modificare la sua posizione elettronicamente, e nella sua massima estensione sporge di ben 30cm ed è angolato di 29 gradi; in questa posizione, insieme all’ala anteriore settata nella posizione più sportiva, riesce a fornire alla P1 una downforce di ben 600kg a 260 km/h. Se non si creasse questa forza, sarebbe necessario rinforzare le sospensioni dell’auto.

10. Si può definire auto ibrida

Grazie alla presenza del sistema IPAS (Instant Power Assist System) costituito da un motore elettrico, possiamo affermare che la P1 è un’auto ibrida. Guadagna infatti ulteriori 176 cv dall’elettricità, che sono una cifra piuttosto significativa se paragonata ai « soli » 81 cv prodotti dal KERS della Forumla 1, che funziona in maniera abbastanza diversa e meno « impegnativa » dell’IPAS.

11. La potenza dell’elettricità

Rimanendo a parlare dell’IPAS, è interessante sapere che tutto il sistema pesa 96 kg, e le sue batterie sono divise in 6 moduli con 56 celle ciascuno. Grazie ad esso, l’auto riesce a muoversi sfruttando la sola elettricità fino a 160 km/h e per circa 10 km. Dieci sono gli anni di durata prevista per le batterie, sempre che si effettuino costantemente i dovuti controlli di manutenzione.

12. Overboost di potenza

Per generare tutta la potenza massima si può sfruttare la funzione del tasto Boost posto sul volante, che permette di liberare gli ulteriori 176 cv elettrici per un tempo fino a 20 minuti, in base alla carica della batteria e alla temperatura.

13. La ricarica della batteria

Se vi stavate chiedendo come si ricarichi il « pacco » di batterie, ecco a voi la risposta: l’energia necessaria viene accumulata dal V8, che funge da generatore, oppure da una semplice rete elettrica che permette una ricarica in 2 ore (se standard) o appena 10 minuti (se usiamo una rete di ricarica veloce). Non è stato utilizzato invece il sistema di accumulo di energia ricavata dalla frenata, per non aumentare il peso dell’auto.

14. Un’auto per « tutti i giorni »

Gli ingegneri McLaren hanno sviluppato la P1 pensando che essa possa essere utilizzata sia in pista, suo habitat naturale, ma anche in città, con la stessa semplicità e naturalezza di un’auto normale. Le sospensioni infatti possono essere regolate elettricamente per essere alzate, in caso di utilizzo « comune » oppure abbassate fino quasi a toccare terra: in Race Mode infatti l’auto si abbassa di 5 cm e le sospensioni si irrigidiscono del 300%. Tutto ciò permette alla P1 di effettuare curve fino a 2g di accelerazione laterale, anche con pneumatici stradali.

15. Leggerezza, leggerezza, leggerezza

Alla MonoCage di cui si è parlato all’inizio sono collegati solo due pannelli « a conchiglia », realizzati entrambi con un singolo foglio di fibra di carbonio. Sono talmente leggeri da essere spostati solo utilizzando un dito.

Abbiamo capito quindi che la McLaren P1 « nasconde » molti più segreti di quanti possiamo immaginare.

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