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Pensiero d’autore: Addio cambio manuale 

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Già nella metà degli anni 2000 pensavo: “I cambi automatici saranno il futuro dell’automobilismo. E’ un fatto inevitabile.” Visto che la tecnologia va avanti, i macchinari diventano sempre più all’avanguardia in ciò che fanno e cambiare le marce più velocemente rispetto ad un essere umano fa parte di questo.

Gli anni passano e Ferrari e Lamborghini, i massimi rappresentanti della sportività in fatto di automobili, hanno abbandonato il manuale e hanno optato per semiautomatici e doppia frizione più tecnologici. “E Porsche?”, mi chiedevo tra me e me, “finirà la produzione del manuale anche sulla GT3?”. Sarebbe proprio la fine del cambio manuale se dovesse accadere.

Proprio qualche giorno fa, durante la prova della nuova Renault Clio RS a Granada, mi trovai a parlare insieme ad un altro giornalista a proposito della nuova GT3 che sarebbe uscita a giorni. Il mio collega mi sottolineava i pregi del Porsche Doppel Kupplung, il cambio a doppia frizione made in Stoccarda, descrivendolo come “più veloce, fluido, sportivo e prestazionale in pista”. Tutti fatti che di certo non ignoravo, ma il punto è un altro: al di là delle mere performances, ci sono auto nate con il manuale e che dovrebbero morire con il manuale.

La GT3 è un’auto da puristi, amanti dei track day, che preferirebbero essere più lenti di qualche secondo pur di provare il piacere di passare da una marcia all’altra in modalità manuale. Questo, il mio collega non lo ammette, ripetendomi che la tecnologia va avanti e i trend cambiano. D’accordo anche con questa idea ma c’è un ma: chi si compra una GT3 non fa caso ai trend, alla tecnologia, ma piuttosto al piacere di guida, all’aspetto radicale e selvaggio di questa fuoriserie. Il cliente della Turbo (Turbo S) sarà sempre diverso dal cliente della GT3 (GT3 RS), è un dato di fatto. Quindi perché privare i puristi del loro benamato “stick”?

Il problema di fondo riguarda le ditte automobilistiche: si danno battaglia per vedere chi sarà in grado di fornire il cambio che consente cambiate in un minor tempo possibile. Non è proprio un aspetto negativo in quanto la tecnologia prosegue e si cerca sempre di raggiungere la perfezione. E’ come un road trip: che senso ha farlo in aereo quando invece andrebbe fatto con un’auto che percorre villaggi, strade tortuose, intemperie per arrivare poi alla metà con una storia, un’avventura da raccontare?

Adesso penserete che io sia un anti-automatico/doppia frizione/elettroattuato e chi più ne ha ne metta. Ebbene no. Sono un grande amante dei “paddles” dietro il volante che mi fanno sentire un pilota di Formula 1. E’ un esperienza unica quella di poter gestire il controllo attraverso solamente due dita, senza mai staccare le mani dal volante.

Quello che però non ammetto è tutt’altro: il fatto che le Case stiano abbandonando il manuale definitivamente, lasciando una piccola parte (seppur esigua) dei clienti insoddisfatti di quello che viene loro imposto.

E’ proprio quello che ha fatto Porsche con la nuova 911 (991) GT3: l’ha dotata di PDK a doppia frizione e il tanto famoso manuale a sei rapporti è andato a farsi benedire. Sebbene Andreas Preuninger, del reparto Porsche Motorsport, sostiene che il PDK della GT3 sia stato rielaborato in modo da ottenere non solo cambiate rapidissime (100 ms) ma anche più coinvolgenti rispetto ad un tradizionale doppia frizione, quest’argomentazione non basterà sicuramente a giustificare l’abolizione definitiva del manuale da parte del purista Porsche.

Una parte (fondamentale) dell’icona è andata via: la GT3 non sarà mai più una vera GT3 senza il suo cambio meccanico.



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