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Perché il V6 Jaguar è in realtà un V8 

Molto spesso non sappiamo quello che c’è sotto la « pelle » di un’auto; stavolta, quindi, entriamo più nel dettaglio con una particolare scelta progettuale di Jaguar

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Gli studi ingegneristici che vengono fatti a monte del progetto di un’auto sono davvero tanti ed estremamente complessi: ecco perché spesso gli ingegneri « si ingegnano » per trovare strade specifiche da intraprendere per semplificarsi un po’ la vita.

E’ il caso di Jaguar e del suo propulsore AJ126, conosciuto più comunemente come il 3 litri V6 sovralimentato che equipaggia, ad esempio, la F-Type (qui l’articolo ufficiale) V6/V6 S. Questo motore, infatti, è realizzato partendo dal V8 5.0 usato sulle varie declinazioni della F-Type V8, il cui nome in codice è AJ133: fondamentalmente, quindi, l’AJ126 è un AJ133 con 2 cilindri in meno.

Ma andiamo più nel dettaglio, cominciando a specificare che non è la prima volta che viene fatta una scelta del genere nel mondo delle automobili: la prima Casa ad adottare un motore derivato da un’unità più grossa alla quale sono stati tolti dei cilindri è stata la Buick, con il suo propulsore V6 chiamato Fireball.

Il gruppo Jaguar Land Rover ha rivisitato il progetto ed ha fatto in modo di mantenere intatta la parte esterna del blocco motore, al fine di poter utilizzare la stessa unità sia per il funzionamento a sei che ad otto cilindri; al posto dei cilindri in meno nel V6 sono state posizionate delle nuove partizioni in alluminio pressofuso, per sopperire a questa mancanza.

I più tecnici sapranno che generalmente conviene ottenere un’angolazione di 60 gradi per i cilindri nei V6, per minimizzare rumori e vibrazioni, ma nel caso del 6 cilindri Jaguar questo dato è di 90 gradi; non allarmatevi però: questa disposizione fa sì che ci sia più spazio tra le teste dei cilindri per posizionare intercooler e sistemi di sovralimentazione.

Inoltre, per regolarizzare il funzionamento del motore, Jaguar ha installato uno speciale albero a gomiti che garantisce scoppi nel cilindro ogni 12 gradi di rotazione dell’albero stesso; un risultato notevole, specie se paragonato ai 150 gradi necessari al già citato propulsore V6 della Buick.

Altro problema presto risolto è quello delle dimensioni del propulsore stesso, visto che un 8 cilindri necessita di non poco spazio all’interno di un vano motore. Nel caso delle Jaguar questo risulta essere un dettaglio di secondaria importanza, visto che le vetture del brand inglese sono sempre state caratterizzate da musi piuttosto lunghi e capienti che non hanno mai avuto problemi ad ospitare motorizzazioni importanti.

L’unico lato negativo concreto, almeno sulla carta, è che si tratta comunque di un V6 che pesa quasi quanto un V8 e di questo bisogna tenerne conto dal momento che si tratta di massa che va a gravare sulla struttura dell’auto, che deve quindi sopportare un peso maggiore rispetto a quello di un « vero » V6.

Questo però è più che altro un problema degli ingegneri, dal momento che le vetture del gruppo JLR equipaggiate con questo propulsore vantano comunque prestazioni degne di nota e poi hanno una voce che non ha nulla da invidiare a quella delle rispettive varianti ad 8 cilindri.

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