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Storia della divisione BMW M 

Anno di festeggiamenti anche per BMW questo 2013, che vede ricorrere il 35° compleanno del suo famosissimo reparto sportivo M

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35 anni fa veniva prodotta la prima BMW stradale firmata M, ovvero il reparto sportivo della Casa tedesca che si occupa di sviluppare varianti « spinte » di auto standard già presenti nella gamma BMW.

Inizialmente nata esclusivamente come supporto al reparto motorsport di BMW, BMW M con il passare del tempo ha riscontrato una notevole crescita, ospitando ora ben 400 impiegati e diventando, come ben sappiamo, una parte ormai emblematica della Casa dell’elica.

Ripercorriamo ora la storia di questo storico reparto BMW, insieme ai vari modelli nati dai suoi progetti.

Nel 1978 veniva presentata al Salone di Parigi la BMW M1, prima (e unica) vera supercar della Casa bavarese nonché prima BMW con il marchio M. Il suo design estremo e « futuristico », nato dalla mente di Paul Bracq e Giorgetto Giugiaro, era molto all’avanguardia all’epoca, e calzava a pennello con l’indole sportiva dell’auto, che montava un motore da 277 cv ripreso dalla 3.0 CSL, montato in posizione centrale.

Carriera non molto fortunata per quest’auto, visto che solo 456 furono gli esemplari di M1 prodotti, e la sua presenza nel campionato Procar in versione da gara, guidata da piloti come Niki Lauda e Nelson Piquet, durò solo due anni.

Il 1979 fu l’anno in cui ad essere messa sotto « i ferri » del reparto M è stata la berlina Serie 5: nacque così la M535i, dotata di un prestazionale motore da 3.5 litri capace di 215 cv e allestimento sportivo comprensivo di sedili Recaro, freni maggiorati, differenziale a slittamento limitato e trasmissione con rapporti accorciati. Fu sostituita, dopo breve tempo, dalla M5 E28.

Anche nella gamma della Serie 6 venne introdotta una variante M: nel 1983 venne presentata la M635 CSi, che montava il nuovo motore M88/3 capace di sviluppare 282 cv e di portare l’auto a 254 km/h; 5.859 sono stati gli esemplari prodotti.

Nominata poco più sopra, la M5 E28, ovvero la prima « vera » M5, è stata un punto di riferimento molto importante per tutti dato che ha inizializzato una nuova categoria di auto, quella delle berline ad alte prestazioni. Riusciva a regalare al guidatore e ai suoi passeggeri la qualità e l’eleganza tipiche BMW combinate a performance da sportiva: 0-100 coperto in 6.5 secondi e velocità massima di ben 246 km/h.

Una delle BMW M più importanti per la storia del marchio fu però la M3 E30 del 1986. Capace di produrre 197 cv dal suo 2.3 a 4 cilindri e 16 valvole, è stata realizzata anche nelle varianti Evolution e Sport Evolution, con potenze rispettivamente di 217 e 235 cv. La M3 è stata elogiata per il suo carattere sportivo ma allo stesso tempo « touring », che permetteva di utilizzare l’auto a 360 gradi.

Giunge ora il momento della rinnovata M5 E34 del 1988, rivisitazione della precedente E28, dotata del telaio della 535i e di un motore da 3.6 litri a 6 cilindri in linea capace di sviluppare 311 cv; il 3.6 venne poi sostituito da un nuovo 3.8 negli esemplari costruiti dal 1992 in poi.

Una piccola parentesi non propriamente « M » ma vicina alla sigla è stata la BMW 850CSi, non sviluppata appunto dal reparto M ma progettata prendendo forte ispirazione dal prototipo M8. Era comunque una vera sportiva, dotata di un 5.6 V12 da 375 cv che la portava alla velocità massima autolimitata di 250 km/h. La 850 era la punta di diamante di Casa BMW all’epoca, e disponeva di tecnologie molto avanzate tra cui anche le quattro ruote sterzanti.

Nasce quindi, nel 1992, la M3 E36. Prodotta nelle versioni coupé, cabriolet e berlina, aveva un motore 3 litri con due cilindri in più rispetto alla M3 E30, che sviluppava 282 cv; è stato però sostituito dal 1995 da un nuovo 3.2, con potenza massima di 316 cv. La M3 E36 è stata definita come una tra le auto con migliore handling in assoluto in quel periodo, ed è stata dotata nel 1997 anche di un cambio manuale sequenziale come optional.

Nel 1998 fu la volta delle BMW M Coupé e M Roadster, realizzate su base Z3 e riprendendo anche elementi della M3 E36 Evo, come freni e sospensioni. La M Coupé principalmente è rimasta tutt’ora un oggetto di culto per gli appassionati, ed è un pezzo piuttosto raro.

Ci avviciniamo ai giorni nostri, con la terza generazione della M3, la E46, ritenuta una delle migliori auto sportive di sempre ed equipaggiata con un motore 3.2 litri da 338 cv che permetteva all’auto di coprire lo 0-100 in 5.1 secondi e di arrivare alla velocità massima limitata di 250 km/h. Per la prima volta per la M3, questa generazione non venne prodotta con carrozzeria berlina.

La M3 E46 venne prodotta anche in versione CSL, un’edizione limitata molto più radicale. Meno peso (-110 kg) e più potenza (355 cv) erano gli ingredienti fondamentali di questa CSL, considerata una delle migliori creazioni del reparto M.

La M5 E60 venne presentata successivamente, nel 2005, e sbalordì con il suo poderoso motore V10 da ben 500 cv, progettato direttamente utilizzando l’esperienza di BMW nella Formula 1: la rese la berlina più veloce al mondo al momento del lancio, permettendole di arrivare ad oltre 320 km/h senza limitatore elettronico. Era disponibile solo con cambio sequenziale SMG III, ed era dotata di numerose chicche tecnologiche, tra cui la possibilità da parte del guidatore di settare il motore in tre modalità di guida, con altrettanti valori di potenza massima utilizzabile.

Lo stesso anno debutta anche la M6, stretta parente della M5, della quale riprende motore e trasmissione. Ha segnato il ritorno di una Serie 6 in versione sportiva, dopo la M635CSi, e ha dato la possibilità ai clienti BMW di optare nuovamente per una vera granturismo ad alte prestazioni.

Il 2007 ha visto poi la presentazione della M3 E92, dotata di un 4 litri V8 con potenza massima di 420 cv; accoppiato ad esso un cambio a doppia frizione M-DCT. La E92 venne realizzata anche in versione Sedan e GTS; quest’ultima, prodotta in soli 250 esemplari, è caratterizzata da un allestimento più sportivo e da un nuovo motore V8 4.4 da 450 cv. Il prezzo di questa versione superava i 100.000 euro.

Il reparto M ha poi messo le mani anche sui SUV di casa BMW, l’X5 e l’X6, realizzando quindi le X5 M e X6 M, mosse da un poderoso 4.4 V8 biturbo da 555 cv che permetteva a questi « bisonti » di bruciare lo 0-100 in soli 4.5 secondi.

La M5 F10, attuale versione sportiva della Serie 5, subisce un downsizing rispetto alla versione precedente, essendo dotata dello stesso V8 da 4.4 litri delle X5 M e X6 M; rimane comunque una delle migliori berline sportive in circolazione, pullula di tecnologia ed è capace di performance impressionanti. Come per la precedente versione, anche la M6 è stata sviluppata in contemporanea, ed è prodotta con carrozzeria coupé, cabriolet e quattro porte, denominata Gran Coupé.

Anche la piccola Serie 1 riceve una cura sportiva: la Serie 1 M, basata sulla versione coupé della BMW di dimensioni più ridotte, è stata catalogata come erede spirituale della M3 E30, e grazie ai 340 cv del suo motore 3 litri è capace di prestazioni di tutto rispetto.

Ultima arrivata è la M4, che sostituisce la M3 (ora prodotta con questa sigla nella sola versione Sedan), e dotata di un 3 litri biturbo da 450 cv che permetterà di coprire lo 0-100 in 4.5 secondi e di raggiungere una velocità massima limitata di 250 km/h. Verrà presentata ufficialmente al Salone di Detroit nel 2014 e verrà prodotta anche in versione Cabriolet. Disponibile il solo cambio sequenziale a doppia frizione e 7 marce.

Una storia ricca di elementi quindi quella di BMW M, che noi auguriamo essere altrettanto positiva almeno per altri 35 anni, se sono questi i propositi. Quale tra queste gloriose « M » comprereste? Andreste su un esemplare moderno o preferireste un tuffo nel passato con un modello più vecchio?

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