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SuperClassiche: Lamborghini Diablo 

Lamborghini Diablo (1)

Tra il 1990 e il 2001 Lamborghini ha prodotto la Diablo, realizzata in 2903 esemplari totali in carrozzeria coupé e Roadster, oltre che in diverse versioni ed evoluzioni.

Come vuole la tradizione, anche per la Diablo il nome venne scelto con riferimento ad un feroce toro, « El Diablo » appunto, che si batté nel 1869 a Madrid in una corrida con il famoso torero José De Lara.

La Casa del Toro iniziò il progetto della Diablo nel 1985, quando la Countach iniziava a sentire il peso degli anni anche se era stato un modello fortunatissimo per la Casa: bisognava quindi trovare un’erede adatta.

Dopo un primo disegno di Marcello Gandini giudicato un po’ troppo estremo, la vera Diablo prese forma nella sua prima versione, e le sue linee erano da vera sportiva. In più, era equipaggiata con un motore dalle prestazioni elevatissime: si trattava di un 5.7 V12 capace di erogare 492 cv e di spingere la macchina da 0 a 100 km/h in 4,09 secondi; la velocità massima era di 325 km/h.

Come per la Countach il motore è montato centralmente e la trazione è posteriore, per ottimizzare il bilanciamento. Il cambio è un’unità manuale a cinque rapporti.

Per la realizzazione dell’auto sono stati utilizzati materiali come acciaio, alluminio e fibra di carbonio, e per rimanere con un peso contenuto anche la dotazione delle prime Diablo era ridotta all’osso: la radio aveva il mangianastri, i finestrini erano ad azionamento manuale ed era assente anche l’ABS. Si poteva però mettere mano alla lista optional, nella quale spiccava un set di valigie realizzate appositamente per il bagagliaio e un alettone posteriore in fibra di carbonio.

Nel 1993 nacque la Diablo VT, versione supplementare dell’auto originale, che prevedeva una novità sostanziale: la trazione integrale. « VT » infatti sta per Viscous Traction: questa versione ha un sistema 4×4 ad accoppiamento viscoso che, in caso di bassa aderenza, fornisce fino al 25% della trazione all’asse anteriore, conferendo più sicurezza alla vettura.

La VT è stata dotata anche di un impianto frenante Brembo più potente, nuove sospensioni regolabili in cinque modalità con ammortizzatori Koni e anche frizione e servosterzo vennero modificate, insieme al climatizzatore e alcuni elementi interni ridisegnati. La Diablo VT era disponibile anche in configurazione Roadster, dotata di un tetto apribile in fibra di carbonio e un cofano motore totalmente nuovo.

Sempre nel ’93, in occasione del 30° anniversario del marchio, Lamborghini lanciò la Diablo SE 30 (SE sta per Special Edition), versione celebrativa della sua sportiva, caratterizzata da un’indole più pistaiola: il peso era ridotto di 125 kg grazie all’eliminazione di buona parte della dotazione standard, i finestrini laterali erano in vetro sintetico, il volante era più piccolo e sportivo ed è stato fatto largo uso di fibra di carbonio e Alcantara.

Le modifiche estetiche hanno riguardato un nuovo spoiler posteriore regolabile, un cofano motore ridisegnato, e i nuovi cerchi in lega disegnati da Pirelli e realizzati in una lega di magnesio ultraleggera. Un nuovo impianto frenante maggiorato poi si occupa di rallentare l’auto, che in questa versione sviluppa ben 525 cv ed ha trazione posteriore.

Solo 150 sono stati gli esemplari prodotti, 15 dei quali sono dotati del kit Jota, per permettere alle vetture di partecipare ai campionati GT, cosa che però nessun esemplare riuscì a fare. Le uniche differenze di questo kit erano la copertura del motore con due grosse prese d’aria per il raffreddamento e il logo Jota al posteriore.

Nel 1995 è stata la volta della Diablo SV, prodotta fino al 1998 e in sostanza la versione radicale della Diablo. Abbina un motore da 520 cv a nuovi cerchi sportivi da 18 pollici, freni maggiorati, un nuovo quadro strumenti e uno spoiler posteriore regolabile in tre posizioni per avere più o meno downforce in base alle esigenze di guida; la trazione è posteriore.

Dal 1997 poi anche i classici fari a scomparsa che tanto andavano in voga sulle auto sportive del tempo sono scomparsi, per far posto a più convenzionali ma anche più aerodinamici fari a vista, con plastica di copertura. All’esterno, la SV si riconosce anche per il grande logo sulle fiancate, che poteva comunque non essere presente se se ne faceva esplicita richiesta all’acquisto.

Le versioni VT e VT Roadster hanno poi subito un aggiornamento stilistico nel ’99, integrando i nuovi fari a vista della SV, nuovi cerchi in lega, un impianto frenante più potente e finalmente anche l’ABS. Anche il propulsore viene aggiornato, arrivando a quota 530 CV e dotato di valvole a fasatura variabile.

La nuova Diablo VT è così capace di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 4 secondi, migliorando di qualche decimo le prestazioni della versione precedente. Fu però poca la fortuna di questa versione, di cui venne sospesa la produzione soltanto l’anno successivo.

Anche la Diablo SV ha subito un aggiornamento nel 1999, con nuovi particolari estetici, freni potenziati e lo stesso V12 da 530 cv della versione standard VT; soltanto l’allestimento interno era più sportivo e minimale.

Ma la SV non è stata la più estrema Diablo stradale mai prodotta: è infatti nata la GT (1999), direttamente derivata dal prototipo GT1 pensato per la pista. Solo 80 sono stati gli esemplari prodotti, tutti venduti ufficialmente solo in Europa.

La Diablo GT si caratterizza per il V12 portato a 6 litri di cilindrata, sviluppando 572 cv e 630 Nm di coppia: le prestazioni erano da vera hypercar, ma i più incontentabili potevano ulteriormente migliorarle acquistando come optional il cambio con rapportatura accorciata, che permetteva uno 0-100 in 3,4 secondi (3,9 in versione standard) e un sistema di scarico sportivo denominato Lamborghini ENCS (Exhaust Noise Control System) che portava la velocità massima da 338 a 340 km/h.

A livello estetico e tecnico la GT si distingue anche per una carrozzeria sensibilmente differente e più sportiva rispetto alla Diablo standard, freni potenziati, sospensioni da corsa ribassate e riviste, nuovi interni sportivi e un doppio scarico centrale. E’ stato poi fatto larghissimo uso di materiali « tecnici » come la fibra di carbonio, sia per l’interno che per l’esterno, e l’Alcantara per i rivestimenti.

Nella dotazione di serie sono compresi anche i sedili sportivi con cinture a 4 punti, il navigatore (con display che mostra anche le immagini della retrocamera posteriore) e il climatizzatore. A richiesta disponibile anche il doppio airbag.

L’ultima effettiva versione della Diablo fu la VT 6.0, prodotta nel 2000 e nel 2001, che è stata soggetta ad una profonda rivisitazione dei dettagli: sono stati infatti cambiati il paraurti anteriore, le prese d’aria, il quadro strumenti, i sedili e la leva del cambio. Anche il motore è stato sostituito, con il nuovo 6 litri montato anche sulla Diablo GT.

La trazione era integrale, ma alcuni esemplari sono stati realizzati a trazione posteriore su richiesta dei loro acquirenti. In tutto sono state 260 le Diablo 6.0 VT prodotte, prima dell’avvento dell’innovativa Murciélago nel 2001.

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