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Tesla Model S P85+: prova su strada 

“Una vettura elettrica non può essere sportiva”, si diceva fino a qualche anno fa. Ci è voluta Tesla per sfatare un mito: prima con la Roadster, ora con la Model S. Noi di Supercar Team abbiamo provato quest’ultima e vi raccontiamo che effetto fa avere sotto il piede destro 421 CV elettrici

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Viene dalla California e cerca di imporsi in un mercato europeo dove grandi berline di lusso tedesche regnano sovrane. La Tesla Model S rivoluziona il modo di intendere la mobilità quotidiana. Cosa c’entra con Supercar Team? Se l’abbiamo provata, vuol dire di sicuro che un minimo di sportività ce l’abbia. Potreste essere sorpresi di quanto “minimo” possa sembrare fuori luogo quando si parla delle sensazioni che regala.

Che cos’è?

La Tesla Model S è la prima berlina totalmente elettrica commercializzata in ampia scala a livello internazionale. Abbiamo provato la P85+, variante appena al di sotto dell’attuale top di gamma P85D, che offre il giusto compromesso tra prestazioni e autonomia.

Dati tecnici

Elettricità. Questa è la parola chiave quando si parla del motore. La Model S dispone di un motore elettrico posteriore da 421 CV (310 kW) tra 5.000 e 8.600 giri, ma ad impressionare di più è la coppia di 600 Nm disponibile da 800 fino a 4.900 giri/minuto. Altro dato impressionante? Il regime massimo: 16.000. Il cambio è automatico e a variazione continua, mentre il peso in ordine di marcia è pari a 2.245 kg. Non un peso piuma, certo, ma considerando che il pacchetto batteria pesa sui 700 kg non c’è da meravigliarsi.

Come va?

La prima volta non si scorda mai. Ci rimane ancora difficile descrivere l’esperienza che si ha quando si guida un’auto elettrica con prestazioni da supercar. La Model S non passa inosservata: la gente si gira, la ammira e si interroga. Il suo design semplice ma che non lascia indifferente piace grazie alle sue linee proporzionate e al suo sguardo seducente. Con le sue dimensioni da BMW Serie 5, l’americana punta direttamente al segmento delle berline premium tedesche e, a dirla tutta, non ha niente da invidiare loro: rifiniture, look, comodità, capacità di carico. Aspetti che in Tesla non hanno trascurato e che non avrebbero potuto trascurare per via di una concorrenza che si fa sempre più premium.

Ma soffermiamoci proprio sulla comodità e il fattore premium. Oltre alle linee raffinate della carrozzeria, è negli interni – semplici e senza fronzoli – che la Model S mostra il massimo della sua esclusività. Un particolare che colpisce particolarmente è il design degli inserti sui pannelli porta che richiamano le onde del mare. Tappezzeria in pelle, Alcantara ed inserti in fibra di carbonio fanno subito capire che siamo sì in una berlina premium, ma anche in un’auto dove il tocco sportivo è presente. I sedili anteriori offrono un sostegno ottimale, mentre l’esperienza che si prova al posteriore è inedita: un’elettrica non necessita di tunnel di trasmissione, per cui la parte centrale non presenta il tipico rigonfiamento dovuto all’albero. Ne approfittano le gambe del passeggero centrale di questa assenza visto che il fondo del pavimento è del tutto regolare, migliorando così il comfort dei passeggeri. A proposito di passeggeri, su richiesta è possibile aggiungere due sedili extra (adatti per bambini piccoli) trasformando la Model S in 5+2.

Spostandoci nella parte anteriore dell’abitacolo, è impossibile ignorare l’immenso sistema di infotainment posto al centro della consolle e che occupa gran parte del cruscotto: è lo schermo touchscreen da 17 pollici. Una première per un veicolo di serie. Ma cosa consente di fare questo dispositivo che farà la felicità degli appassionati di tecnologie? Tutto. Dall’accensione/spegnimento del motore, alla regolazione delle sospensioni, fino all’apertura del tetto panoramico senza dimenticare radio e sistema di navigazione con Google Maps.

Interessante il fatto che Tesla Motors fornisca una scheda dati 3G gratuita per i primi cinque anni che consente di navigare gratuitamente in tutta Europa, così come sentire musica in streaming. E se la rete internet non prende in alcuni punti, come si prosegue con la navigazione? Niente panico, un navigatore extra (con mappe europee) che funziona indipendentemente dalla connessione è presente nel quadro strumenti digitale e vi assisterà pur essendo off-line.

Ma adesso lasciamo da parte la tecnologia e vediamo veramente di che pasta è fatta questa berlina sportiva con cuore 100% eco-friendly. Seduti comodamente, portiamo la leva del cambio in drive e l’auto parte in un silenzio quasi imbarazzante. Il rotolamento delle ruote si fa sentire, un fatto ineluttabile considerata l’assenza del motore e del rumore che ne deriva: ogni minimo rumore esterno viene quindi accentuato (così come il suono legato all’aerodinamica). Impressionante il modo in cui la Model S si guidi con semplicità e scioltezza. Lo sterzo può essere regolato in tre modalità attraverso lo schermo touchscreen: Normal (più morbido), Standard e Sport (più rigido).

Nonostante il peso di oltre due tonnellate, la Model S si guida con facilità anche nel traffico romano. L’assenza della frizione non comporta l’assenza del freno motore che in questa Tesla sembra essere stato portato all’estremo: togliendo il piede dall’acceleratore, l’americana tende a fermarsi pian piano come se agisse un freno motore dovuto alla scalata consecutiva delle marce. Non solo viaggiamo a costo zero, ma questo sistema consente anche di risparmiare sui freni che vanno sollecitati solamente quando ci si deve fermare del tutto. Alla guida invece, basterà essere attenti all’andamento del traffico e sarà semplice fare a meno di toccare il pedale sinistro quando si è in marcia.

Ma la vera sorpresa è quando si schiaccia l’acceleratore. La coppia, disponibile a partire dagli 800 giri, schiaccia il conducente letteralmente nel sedile. Niente male per un mezzo da 2.200 kg con una cavalleria da M3. In più, la tenuta di strada risulta così sorprendente da voler sempre chiederle di più, solo che per via della mancanza di tempo non siamo stati in grado di sfruttarla fino in fondo (sarà sicuramente per una prossima prova più approfondita).

Rilasciando la pressione dall’acceleratore invece, la Tesla Model S P85 torna ad essere l’auto tranquilla usufruibile al quotidiano. In effetti grazie alla sua retrocamera illustrata sul display da 17 pollici e azionabile anche durante la marcia, i parcheggi non sono un incubo, nemmeno per una berlina premium da quasi 5 metri.

Grazie alla sua autonomia di 500 km (350 per il modello base) ad una velocità di crociera di 90 km/h, la Model S P85 consente di macinare chilometri e chilometri senza spendere un euro di “carburante”. E dopo? Una volta esaurita la carica, la Tesla va ricaricata o su una presa domestica o tramite il Supercharger, la colonnina di ricarica made by Tesla. Grazie a questo sistema è possibile ottenere in 20 minuti il 50% della carica, mentre l’80% viene raggiunto in appena 40 minuti. Da una presa standard invece ci vorranno 8 ore per la ricarica completa del pacchetto batterie. Al momento in cui scriviamo, sono disponibili in Italia tre Tesla Supercharger (Milano, Venezia e Bologna) e un quarto sta per essere installato su Roma. Nei prossimi anni sarà coperta anche la parte meridionale del nostro paese, per cui viaggiare a costo zero non sarà più un’utopia e non solo in Italia, ma anche in Europa. E i bagagli? Niente panico, il bagagliaio posteriore può contenere fino a 600 kg di bagagli, mentre all’anteriore la capacità di carico è pari a 160 litri. Siate pure tranquilli che vi potrete girare l’Europa con i bambini in tutta comodità e, soprattutto, senza spendere un euro grazie ai vari Supercharger presenti sulla rete europea.

Non sarà la tipica supercar come la concepiamo noi, ma la Tesla Model S ha le prestazioni di una supercar con in più tutte le comodità di un’ammiraglia. Per noi è una supercar. Altro punto forte di questa Tesla è il bollo che non si paga: per essere più precisi, in Lombardia e in altre regioni la Model S non paga il bollo, mentre in altre non lo paga per 5 anni, dopo di che paga la tassa su una sessantina di kilowatt e quindi non sull’interezza della potenza sprigionata.

In conclusione, la Tesla Model S è un’auto indirizzata a due tipi di automobilisti: coloro che sono appassionati di auto sportive che già hanno in garage un’auto con motore termico con la quale divertirsi e una clientela premium che predilige solamente la mobilità elettrica ed abbraccia in pieno gli aspetti “zero emissions” anche in fatto di pannelli solari. Di sicuro la P85 non viene scelta per sostituire una sportiva, ma per affiancarla.



Quali sono le sue rivali?

La rivale più diretta della Model S era la Fisker Karma (ibrida). “Era” perché le linee di assemblaggio sono ferme da ormai due anni per mancanza di fondi. Al momento Tesla è l’unico marchio disponibile in questo segmento di auto che tuttavia verrà raggiunto negli a venire da altri brand europei.

Quanto costa?

La Tesla Model S P85 ha un prezzo di partenza da 92.500 euro. Un prezzo che comprende tutto l’allestimento di serie di cui vi abbiamo parlato sopra. Davvero un ottimo rapporto prestazioni/prezzo e un investimento a lungo termine visto che si viaggia gratis (pedaggio autostradale escluso ovviamente). Come entry-level è disponibile il modello con pacchetto batteria da 60 kWh che promette un’autonomia sui 350 km a partire da 70.040 euro. Un prezzo in linea con le sue concorrenti Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E aggiungendo gli allestimenti più ricchi e gli optional adeguati per raggiungere il livello base della Model S.

Pregi: Viaggiare a costo zero, comfort, tecnologie, spinta del motore, ricarica ultraveloce con Supercharger.

Difetti: Pochi Supercharger in Italia al momento.

 

Tesla Model S P85

Motore: elettrico con pacchetto batteria da 85 kWh
Potenza: 421 cv tra 5.000 e 8.600 giri
Coppia: 600 Nm tra 800 e 4.900 giri/minuto
Cambio: automatico e a variazione continua
Peso: 2.100 kg (2.245 kg in ordine di marcia)
0-100 km/h: +/- 4 secondi
Velocità massima: 220 km/h
Consumi: 0l /100 km
Emissioni CO2: 0 g/km
Prezzo: 92.500 euro euro

3 Tesla Model S P85+: prova su strada

  1. V12

    Ve l’ha “prestata” la Tesla?

     
    • Redazione
      Redazione

      Sì, come per ogni test drive che facciamo.

       
  2. Bruno

    Solo una precisazione: i supercharger attualmente attivi sono Dorno, Modena, Verona (in ordine di apertura)

     

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